Adams, chi non lo conosce? Immagino già la platea di fotografi e non che alza subito la mano in segno affermativo, peccato che mi riferisca non al celeberrimo Anselmo, ma al meno noto Robert, che é tuttavia uno dei pilastri di questa arte, nonché tra i miei 2-3 preferiti artisti.

Ho voglia di scrivere qualche riga su di lui per il fatto che ho comprato l’ennesimo libro di R. A. “Summer Nights, Walking” a Londra, dove tra l’altro ho trovato una tale quantità di libri fotografici di qualità a prezzi contenuti da invogliare a cambiar residenza.

Il libro narra, fotograficamente parlando, delle passeggiate notturne di R. A. immerso nella bellezza e nel silenzio delle notti estive in Colorado. I soggetti ricorrenti dei suoi scatti sono soprattutto agglomerati urbani, strade e autostrade, ponti, centrali nucleari, depositi di rifiuti e, in generale, ogni altro intervento umano sull’ambiente compiuto all’insegna del disordine e dell’approssimazione. Attraverso le sue opere Adams focalizza l’attenzione sul perenne incontro-scontro tra civiltà e wilderness, ma nonostante questa vena iper-realista, l’intento di Adams non é né di fare fotografia di denuncia del degrado, né di lasciarsi andare a malinconie dei tempi che furono, piuttosto Adams in questi paesaggi é alla perenne ricerca di bellezza e poesia “nonostante tutto”,  riuscendo ad emozionarmi e sorprendermi ad ogni scatto.