Ossessione e Creatività

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In questi giorni stavo meditando (si ok raramente, ma capita anche a me in particolari congiunture astrali) sul perché sono letteralmente ossessionato da certi soggetti fotografici, su quale sia la molla che mi spinge periodicamente a tornare su temi già fotografati e che al contempo sento di non aver affrontato in modo compiuto, su quale sia la pulsione, l’ossessione che mi pervade e che mi porta a cercare ripetutamente questi soggetti nelle mie fotografie. Ossessione e Creatività vanno spesso a braccetto, non è certo la scoperta dell’acqua calda, e il bel pezzo di Roberto Cotroneo (a proposito seguite il suo bel blog), che riporto integralmente, centra perfettamente la questione.

 

È motore immobile. Solo l’ossessione può spingere la creatività a farsi sostanza. A trasformare idee e pensieri in qualcosa di comunicabile agli altri. L’ossessione è l’opposto del nulla, del niente. L’ossessione è la creatività allo stato più grezzo. Non c’è romanzo vero che non nasca da un’ossessione iniziale. Non c’è opera musicale che non risuoni prima, come un’ossessione, nella mente del compositore. Non c’è pittura sacra che non obbedisca all’ossessione della purezza e della perfezione ultima, e non c’è torre, città, castello che non sia costruita seguendo il filo ossessivo della protezione assoluta, oppure, a maggior ragione della inespugnabilità. L’ossessione è forza interna inconfessabile, l’ossessione va plasmata come fosse creta, resa tollerabile, perché si possa continuare a vivere normalmente. L’ossessione diventa arte, letteratura musica perché non si trasformi in follia, in melanconia, in sofferenza. L’ossessione è scardinare il centro dal suo sito, irrompere nel nulla, scacciare il niente. È una malattia da cui esci soltanto se impari a riconoscerla. Ma se non ci riesci, diventa una torre d’avorio, e  la tua voce non ha più possibilità di uscita.

 

 

Perché sono ossessionato dalle strutture abbandonate (Refound Project)? ladakh_009
Perché il mio sguardo continua a cercare immagini quando mi trovo in zone industriali? Perché, anche quando sono in mezzo ai miei amati colli, continuo a pensare a fotografie dove inserire segnali stradali, strisce pedonali, semafori, ecc…? Perché i parcheggi continuano ad appassionarmi sempre?

Ho sempre dichiarato la mia passione per Robert Adams e la sua filosofia in fotografia, ma a tutto c’è un limite, che le mie ossessioni mi portano sempre a superare però. Vorrei tornare a fotografare tramonti, a fare paesaggi e ritratti, carini e bellini, ma non ce la faccio…

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E per voi, ossessione e creatività che rapporto hanno? Quali sono le vostre ossessioni fotografiche? Quali le vostre turbe creative che vi hanno catturato? Non fatemi sentire solo 🙂