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Sono stato alla mostra fotografica di franco Fontana a Pescara allestita presso il Museo d’arte moderna “Vittoria Colonna” fino al 6 settembre 2015.

Chi è Franco Fontana? (da wikipedia)

FrancoFontanaRitrattoComincia a fotografare nel 1961 – frequentatore dei “Fotoclub”, si dedica prevalentemente a un’attività amatoriale, anche se svolge ricerche estetiche su diversi temi. Molto rilevanti saranno quelle dedicate all’espressione astratta del colore, svolte in un periodo in cui l’astrattismo in fotografia era da ricercarsi esclusivamente nel bianco e nero. Nel 1963 espone alla Terza Biennale Internazionale del Colore a Vienna; l’anno dopo Popular Photography gli pubblica, per la prima volta, un portfolio con testo di Piero Racanicchi.

Tiene le prime esposizioni personali nel 1965 a Torino (Società fotografica Subalpina) e nel 1968 a Modena (Galleria della Sala di Cultura). L’esposizione nella città natale segna una svolta nella sua ricerca. La sua complessa attività e il rilievo internazionale della sua produzione possono essere compendiati in alcune cifre.

Gli sono stati dedicati oltre 70 libri, pubblicati da editori italiani, francesi, tedeschi, svizzeri, spagnoli, americani e giapponesi; ha esposto in musei pubblici e gallerie private di tutto il mondo – oltre 400 sono le mostre personali e di gruppo che ha finora tenuto.

Le sue opere sono conservate in oltre cinquanta musei in tutto il mondo, fra i quali: International Museum of Photography, Rochester; Museum of Modern Art, New York; Museum of Fine Arts, San Francisco; Museum Ludwig, Colonia; Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris; Victoria and Albert Museum, Londra; Stedelijk Museum, Amsterdam; Kunsthaus di Zurigo; Galleria civica d’arte moderna e contemporanea, Torino; The Photographic Museum, Helsinki; Puskin State Museum of Fine Arts, Mosca; The University of Texas, Austin; Museum of Modern Art, Norman, Oklahoma; Museo d’Arte di San Paolo; Israel Museum, Gerusalemme; Metropolitan Museum, Tokyo; National Gallery di Pechino; The Australian National Gallery, Melbourne; The Art Gallery of New South Wales, Sidney – e private.franco-fontana2

Ha ottenuto importanti riconoscimenti e premi, in Italia e all’estero. Ha collaborato e collabora con riviste e quotidiani: Time-Life, Vogue USA, Vogue France, Il Venerdì di Repubblica, Sette, Panorama, Epoca, Class, Frankfurter Allgemeine, New York Times. Tra le tante campagne pubblicitarie da lui firmate, vanno almeno ricordate quelle per: Fiat, Volkswagen, Ferrovie dello Stato, Snam, Sony, Volvo, Versace, Canon, Kodak, Robe di Kappa. Ha tenuto workshop e conferenze all’estero (Guggenheim Museum, New York; Institute of Technology, Tokyo; Accademia di Bruxelles; Università di Toronto; Parigi; Arles; Rockport; Barcellona; Taipei) e in numerose città italiane (tra le tante: Torino, Politecnico; Roma) e ha collaborato con il Centre Georges Pompidou, nonché con i Ministeri della Cultura di Francia e Giappone. È direttore artistico del Toscana FotoFestival.

Si tratta di una bella mostra, visitata in perfetta solitudine nonostante fosse un sabato pomeriggio, ma questa purtroppo è la situazione della fotografia in Italia, ben allestita e con un bel catalogo da prendere e mettere nella propria libreria fotografica. Franco Fontana non è proprio tra i miei autori preferiti, ma è innegabile che il suo stile è perfettamente riconoscibile: colori squillanti, saturi, ma vivi, reali ed astratti allo stesso tempo, una composizione geometrica rigorosa ed essenziale sono i suoi tratti caratteristici e ne costituiscono la sua personale firma. Se poi contestualizziamo la sua opera nel periodo degli anni ’70, quando la fotografia “alta” era considerata solo in bianco e nero, comprendiamo anche l’innovazione che ha portato nell’ambito della fotografia nazionale e internazionale.

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La fotografia é ciò che facciamo di essa, é quello che fotografiamo, non é quello che vediamo, ma quello che siamo perché si scopre al mondo solamente quello che ci portiamo dentro, ma abbiamo bisogno del mondo per scoprirlo e testimoniarlo come vorremmo che fosse.  La creatività non illustra, non imita, ma interpreta diventando la ricerca della verità ideale. (Franco Fontana)