sukitaSabato pomeriggio mi sono fatto un giro fino a Bologna per vedere la mostra fotografica dedicata a David Bowie e al fotografo giapponese Masayoshi Sukita che lo ha ritratto per circa 40 anni.
Faccio una premessa di carattere personale: è un periodo non proprio fortunato, dove qualche sfiga di troppo si sta sommando da inizio anno con la perdita di persone care. Purtroppo è la vita, non possiamo farci nulla, ma le illusorie certezze di eternità che ci accompagnano quando siamo giovani non ci sono più.
Credo nel potere terapeutico delle cose belle e soprattutto credo nel potere teraupeutico dell’arte, che ha la capacità di risollevarmi e scaldarmi il cuore anche nei momenti difficili, così abbiamDavid Bowieo preso l’automobile e siamo andati a Bologna per auto-somministrarmi un’aspirina per la mia tristezza.
Se come immagino sapete tutti chi è David Bowie, chi è Masayoshi Sukita, il fotografo che lo ha reso celebre come icona del Rock?

Nato nel 1938 nella città di Noogata, Prefettura di Fukuoka in Giappone. Frequenta il Japan Institute of Photography, studiando con Shisui Tanahashi. Avendo lavorato per Daiko Advertising Inc., va a Tokyo nel ’65, unendosi alla Delta Mondo, e si impegna principalmente nella moda maschile.
Inizia ad interessarsi alla rock dal concerto di Woodstock nel ’69, e nel 1972 incontra per la prima volta David Bowie che volle ritrarre a tutti costi: è l’inizio di una relazione professionale e di amicizia durata per più di 40 anni, tra viaggi in giro per il mondo, appuntamenti e feste con grandi artisti della scena culturale e musicale internazionale.

 

 

La serie di ritratti esposti mette in risalto la capacità di Sukita nello cogliere le molteplici identità di David Bowie durante l’intenso trasformismo della rock star dal 1972 fino ai giorni nostri e devo dire che la mostra mi è piaciuta molto: piccola, ma ben curata, con stampe ben fatte ed una giusta illuminazione che le valorizzasse, si è tenuta alla galleria Ono Arte di Bologna, uno spazio davvero bello dedicato all’arte contemporanea, tra pochi in Italia a valorizzare in galleria la fotografia come forma artistica.

L’aspirina ha funzionato? Al momento si, adesso vado ad ascoltarmi Ziggy Sturdust…