Chi mi segue da diverso tempo, sa che non tratto mai di articoli troppo tecnici o di recensioni su prodotti fotografici: sarà perché non sono un grande scrittore e preferisco esprimermi con le immagini, sarà perché non sono un grande tecnico fotografico e la rete è piena di articoli e blog più autorevoli di quello che posso scrivere io, ma ogni tanto l’eccezione che conferma la regola ci deve essere.

E così parliamo di un fatto molto tecnico e destinato ad un pubblico fotografico molto circoscritto, per condividere un approccio che mi sta aiutando a svoltare in camera oscura e che non può non essere condiviso.

FrtCoverEd2Lo spunto me lo ha dato il libro “Way Beyond Monochrome”, lettura tecnica destinata agli amanti della camera oscura, dove, tra i diversi temi trattati, viene spiegato come controllare il tempo di esposizione della carta sotto l’ingranditore. Tradizionalmente, e anche Ansel Adams faceva così, si usa un approccio lineare basato sugli effettivi secondi di esposizione e quindi ad esempio per un provino a scalare, ad un determinato diaframma fisso, si utilizza una sequenza dei tempi in secondi così fatta 5, 10, 15, 20, 25. L’immagine del provino a scalare Fig.1 qui sotto è fatta con questa sequenza.

1178105301_0

Questo metodo è molto semplice da utilizzare e può essere fatto con un qualsiasi timer.

L’approccio che invece gli autori di “Way Beyond Monochrome” propongono è basato su una sequenza geometrica e si rifanno al concetto di f/stop, tipico delle macchine fotografiche: quando si é in fase di ripresa, se si fissa il tempo di esposizione ad un dato valore, per avere un f/stop di luce aggiuntivo o in meno, si deve aprire o chiudere il diaframma di un fattore 1,44 (la radice quadrata di 2), per questo la sequenza dei numeri sulla ghiera dell’obiettivo è f2, f2,8, f4, f5,6, f8, f11, ect..

Il concetto di f/stop è alla base del sistema zonale di Ansel Adams (lo conoscete vero?), strumento metodologico fondamentale per valutare l’esposizione delle diverse parti del fotogramma e previsualizzare in quale zona da 0 a X esse vengono poste.

images

Lo stesso concetto sopra esposto vale in camera oscura, per cui se fisso un diaframma di lavoro con un tempo t di esposizione e voglio aumentare di un f/stop la quantità di luce sulla carta dovrò moltiplicare il tempo x 1,4. Se riprendiamo l’esempio precedente del provino a scalare, la sequenza diventa in secondi  5.6, 8, 11, 16, 22 e il provino sarà come quello di Fig. 2

1178719418_0

Le immagini delle fig. 1 e 2 dimostrano che con l’ f/stop print la valutazione della stampa è migliore perché più netto lo stacco tra le diverse densità tra un intervallo di tempo e il successivo.

I vantaggi? Fondamentalmente due: il primo è la possibilità di previsualizzare in fase di stampa il risultato finale arrivando molto prima al risultato desiderato, il secondo è la possibilità di replicare su formati diversi una determinata stampa con bruciature e mascherature già impostate, visto che varierà solo il tempo in base al formato scelto, ma la correzione in termini di f/stop sarà la medesima.

Tutto questo si traduce in pacchi di carta risparmiata e in un tempo minore per ottenere il risultato finale, yeah!!!!

L’inconveniente è che utilizzare questo metodo con timer lineari è troppo complesso anche se esistono delle alternative economiche sono le app per smartphone, ad es. f-Stop Printing Calculator,  o l’utilizzo di  tabelle di conversione  precalcolate per impostare il tempo manualmente sul timer. Io suggerisco di fare un piccolo investimento, ovvero di acquistare un timer che calcoli il tempo in base alla variazione degli f/stop.

Timer di questo tipo sono prodotti dalla Rh Designs e dalla DarkRoom Automation, io ho acquistato il primo e si è trattato di un investimento che si sta già ripagando.

Ok, ho finito, probabilmente non avete capito nulla di quello che ho scritto e non vi servirà mai nella vostra vita, ma se avete un briciolo di curiosità, prendete almeno “Il Negativo” di Ansel Adams, un appassionato di fotografia di bianco e nero non può non conoscerlo.

 

This is a technical post, unusual for me because I prefer to express myself by images and because I think that on net there are different articles and blogs more authoritative than I can write it myself. Furthermore my English is very poor… Then my friends, I need a lot of your compassion for me 🙂

FrtCoverEd2I had the inspiration when I read the “Way Beyond Monochrome”, a technical book for lovers of the dark room, where, among other issues discussed, the authors explains how to control the exposure time under the enlarger.

Traditionally, and even Ansel Adams did so, we use a linear approach based on the seconds of exposure and then, for example for a test strip, we’re using a sequence in seconds like 5, 10, 15, 20, 25. The image in Fig. 1 of test print is made with this sequence.

1178105301_0

Instead the authors of “Way Beyond Monochrome” offer a different approach and refer to the concept of f/stop. One f-stop is a halving or doubling of exposure and is the basic control of light volume in all forms of photography. On a typical camera shutter speeds are 1/125sec, 1/250sec, 1/500sec etc. Each of these represents a doubling of shutter speed. In the case of lens aperture, the area of the opening controls the volume of light so to double the area, the diameter must be increased by a factor of the square root of 2, which is 1.4. The reason for the rather odd looking number sequence on a lens aperture ring now becomes clear; each is 1.4x the previous hence f/2, f/2.8, f/4, f/5.6 etc.
Now we can applicate this concept maybe in darkrrom with f/stop print and the prevoius test print is now printed with this sequence 5.6, 8, 11, 16, 22 seconds (fig. 2).

1178719418_0

Immediately if you compare both test prints, you can see that the density increases across the strip are consistent and you can evaluate the print much better.
The advantages? Basically two: the first is the ability to preview the final result when printing, the second is the ability to replicate a print in different formats with burns and masking already set, the time will vary depending on the format chosen.
The consequence is that a lot of paper is saved and you can reach the final result in less time, yeah !!!!
The drawback is that using this method with linear timer is too complex, maybe you can use an app for smartphones like f-Stop Printing Calculator and/or conversion tables,  therefore it is essential to purchase a timer that calculates the time based on the change of the f / stop. Timers of this type are produced by Rh Designs or by DarkRoom AutomationI bought the first and it was an investment that is already paying off.

Ok, the post is ending, probably you didn’t understand anything and my poor english don’t help you, but if you are curious, you can start buying “The Negative”  of Ansel Adams, all photographer have to know this bible