Provini a Contatto

Provini a ContattoAdoro i provini a contatto, li ho sempre amati ed ho sempre nutrito una forte passione per loro.

I provini a contatto non sono altro che la stampa del negativo nelle sue dimensioni originali, ottenuta mediante contatto del negativo stesso con la carta sensibile ed esposta ad una sorgente di luce, come ad esempio quella di un ingranditore, per un determinato tempo. Per garantire il massimo contatto tra il negativo e la carta è necessaria una lastra di vetro da mettere sopra i negativi oppure utilizzare un apposito torchietto da camera oscura acquistabile nei negozi online specializzati. L’ideale sarebbe inoltre utilizzare dei portanegativi trasparenti invece di quelli in pergamino perché in questo modo è possibile realizzare il provino a contatto senza estrarre ogni volta i negativi.

Il grado di contrasto consigliato per la carta è il 2 e la giusta esposizione è data dall’annerimento del fondo della pellicola per cui è necessario trovare il giusta tempo per ogni pellicola ed utilizzare le stesse impostazioni ogni volta.Provini a Contatto Attenzione perché i fondi delle pellicole non sono tutte uguali e tra una TRIX e una PANF+ c’è molta differenza.

Su un foglio di carta delle dimensioni 24x30cm è possibile avere tutti i fotogrammi di un rullino 135, così da avere un supporto indispensabile per archiviare i propri negativi e i fotogrammi da stampare.

Adoro analizzare i miei provini a contatto da solo, nel silenzio del mio studio e alla sola luce della lampada da tavolo, è un momento d’intimità, ci sono io da solo con le foto, io con le mie delusioni (tante) e con le sorprese inaspettate, io con i miei dubbi e con le scelte da fare. E’ un momento magico che non voglio e posso condividere con nessuno, decido io e basta.

magnum_contact_cover_full20111130115912Tra i libri più interessanti che ho in libreria, c’è Magnum Contact Sheets che illustra i principali provini a contatto dei fotografi della famosa agenzia e pone i provini a contatto come riferimento per l’esplorazione del processo creativo. Leggendo il libro si ripercorre con totale coinvolgimento, i passi che hanno portato alla realizzazione di alcune delle più famose icone fotografiche di tutti i tempi: il fotografo scatta più volte, sviluppa il proprio supporto, sceglie un’istantanea fra tante, elabora l’immagine con cui vuole comunicare al mondo e alla fine crea. Ne nasce l’immagine fotografica che percorrerà il mondo e contribuirà a raccontare la storia.

Mi spiace per i digitalisti, ma il provino a contatto dei programmi a monitor non è assolutamente paragonabile con quello ottenuto da stampa analogica e per quanto possa sembrare strano, uno dei motivi principali del mio ritorno in camera oscura è stata proprio dettata dalla magia di queste piccole anteprime.