memorie ritrovate

Nella mostra ‘Le Memorie Ritrovate’ che Verde Coniglio propone dal 10 al 31 ottobre fino al 10 troviamo o meglio incontriamo proprio la memoria. La memoria di un altro secolo. Infatti nella mostra ritroviamo almeno tre cose che provengono dal ‘900: il fotografo Stefano Martellucci che è nato nel 1970, l’INPS e un certo modo di fare e intendere la fotografia.

Non sappiamo spiegare il perché ma quando abbiamo visto queste foto non ci sono venute in mente altre foto o testi teorici sull’uso della fotografia o del bianco e nero ma quello che diceva Marshall McLuhan: “La fotografia è un casino senza muri.” Questa è stata la nostra prima impressione: la sparizione dei muri che vediamo ogni volta che andiamo a passeggiare nel parco e il disvelamento del “casino” interno. Stefano mette a nudo il disfacimento, l’abbandono, la mancanza di decoro e rispetto ma lo fa con sensibilità, tenerezza, piacere culturale e passione. C’è psiche (che sostituisce eros) e thanatos in queste foto.

Stefano è entrato nell’edificio costruito, nel 1936, a specchio con il ferro di cavallo dei colli che proteggono Battaglia. L’edificio che ha preso il posto del Grand Hotel che diede lustro a Battaglia. Mentre nel Grand Hotel arrivavano persone ricche e importanti da tutta Europa, nell’edificio del 1936 arrivavano centinaia di persone al colpo: i martarei! Tre turni di uomini e uno di donne. Per gestire l’enorme edificio e accogliere i mutuati c’erano più di un centinaio di lavoratori: fanghini, massaggini, portafango, dottori, infermiere, cuochi, camerieri, giardinieri, elettricisti, addetti alla lavanderia, al riscaldamento, alle pulizie…  

E’ entrato e attraverso il suo medium fotografico costruisce un suo percorso emozionale alla ricerca, attraverso gli arredi rimasti e i vuoti fatti di luce e tante ombre, di ricordi. Cattura “momenti che si sono isolati nel tempo” e che possono essere modificati solo dalla luce o dallo sguardo di chi guarda(attraverso la memoria) e non sappiamo se questi ricordi fotografici esistono ancora perché Stefano è uscito e alle sue spalle i muri si sono ricomposti, celando ciò che è avvenuto dopo.

Sempre McLuhan diceva che “Le vere notizie sono le cattive notizie.” Perché da queste foto noi riceviamo vere notizie che sono, per la nostra memoria, cattive notizie! Non possiamo limitarci a guardare le foto ma dobbiamo confrontarci con i ricordi e le emozioni che ci trasmettono.

Era possibile evitare tutto ciò?

Cosa succederà domani?

Cosa fare?

Forse si poteva evitare usando lo stesso metodo usato per il parco: aprire l’edificio a iniziative di gruppi o singoli ma ci voleva tanto coraggio.

Ora, dimenticate ciò che avete letto e immergetevi nei ricordi che Stefano ha saputo cogliere con la sua sensibilità e che oggi ci MOSTRA!

Claudio Pedron

‘Le Memorie Ritrovate’ in mostra presso il Verde Coniglio in via Maggiore 61 a Battaglia Terme fino al 31 ottobre