imageVe la ricordate la cartolina fotografica? Si proprio lei, quella con i classici colori ipersaturi e i cieli blu cobalto, quella con le scritte arcobaleno “Tanti saluti da….”, quella che veniva regolarmente esposta come un trofeo nei bar, negli uffici o nelle reception delle palestre, quella con qualche bel fondoschiena abbronzato vestito di solo tanga della gnoccolona di turno e sfondo marino tra le gambe…
Ah, la cartolina fotografica, che incubo!image
Si, lo confesso io le odiavo!!! Quando partivo per qualche viaggio mi sorbivo sempre la solita raccomandazione “manda una cartolina! ci conto”, mia mamma me lo diceva ogni volta “manda una cartolina a casa, ai tuoi zii e ai nonni, mi raccomando”.
E naturalmente mi trovavo a mandarle all’ultimo giorno di vacanza, quando andava bene, oppure le spedivo di nascosto una volta tornato a casa. Il peggio del peggio capitava quando mi dimenticavo di spedirne una ed allora iniziavo la recitazione drammatica dolendomi e accusando gli immondi servizi postali di turno che non riuscivano a consegnare nemmeno una cartolina fotografica.
Non parliamo poi dell’originalità dei testi: “Tanti saluti dal posto più bello del mondo!” “Qui ci divertiamo tantissimo” “Saluti e Abbracci”, insomma la fiera della prosa e della poesia direttamente dall’accademia della crusca.

imageCon gli anni questa angoscia è passata grazie a Dio: la mia passione della fotografia che mi faceva tornare dai viaggi carico di diapositive e fotografie da mostrare, dolce vendetta, poi la fotografia digitale ed infine i social network hanno definitivamente sepolto questa barbara usanza.

Ma lei, invece, l’indomita cartolina fotografica è risorta ed anzi è riuscita alla fine a lusingarmi, conquistarmi e affascinarmi definitivamente.
Cosa è successo? Semplicemente due miei amici, Giuseppe Toffoli e Alessandro Bocchi, mi hanno invitato a partecipare su un newsgroup dedicato alla cartolina fotografica che ha il seguente manifesto:

 

Questo gruppo nasce con l’intento di radunare una piccola, ristretta comunità nella quale noi appassionati di fotografia analogica possiamo scambiarci, tramite la posta ordinaria (quella con il francobollo per intenderci) immagini, tracce, frammenti ritagli.
Mi immagino che ai pezzi di carta che usiamo nella camera oscura anche solo per fare delle prove di esposizione appiccichiamo un francobollo, un indirizzo una frase un saluto una formula segreta di sviluppo e lo spediamo per posta.
Ma non solo anche negativi di carta, provini, stampe a contatto, negativi, polaroid. Ma pure immagini trovate ad un mercatino delle pulci.
Tutte cose pero che siano originali unici. Non frutto di una stampa digitale e quindi riproducibile infinite volte.
Una traccia del nostro lavoro della nostra passione un omaggio che facciamo o gli altri.
Io ho già iniziato ad inviare alcune foto a mo’ di auguri di Natale e credevo la cosa si fermasse li ma e’ stata talmente tanta la gioia nel condividere queste mie prime cose ho vorrei rendere partecipi anche voi tutti.
Abbiamo la passione per la fotografia analogica, con la pellicola e quant’altro, facciamola uscire dai nostri computer, condividiamola in questo modo, in un modo reale e non virtuale

E così ho cominciato a stampare cartoline fotografiche in camera oscura, utilizzando per l’occasione carta ILFORD RC COOLTONE 13×18, davvero una splendida carta.
Certo non sono allegre come quelle con il fondoschiena della gnoccolona abbronzata, ma certamente sono uniche, un atto d’amore per il destinatario per l’unicità e il tempo dedicato.

Se anche tu vuoi una “cartolina fotografica depressiva”, contattami sarò felice di inviartela