brianduffy001Mi sono imbattutto per la prima volta in Brian Duffy grazie alla mitica copertina dell’album Aladdin Sane di Davide Bowie, che in realtà pensavo fosse di Masayoshi Sukita, ma in realtà mi sbagliavo.

Brian Duffy (15 giugno 1933 – 31 maggio 2010) è uno dei tre fotografi del “Black Trinity” insieme a David Bailey, di cui avevo già parlato qui,  e Terence Donovan che negli anni sessanta rivoluzionarono la fotografia di moda. E’ stato un fotografo dotato di un talento provocatorio, quasi anarchico, accresciuto dalla Londra anni ’60.

La carriera di Duffy non si limita però all’immagine fashion: scatta per la pubblicità, realizza reportage e soprattutto splendidi ritratti: Sidney Poitier, The Shadows, The Hollies, Jane Birkin, Black Sabbath, Frankie Miller, Marianne Faithfull, Blondie, Debbie Harry, John Lennon, Paul McCartney, David Bowie – con il fulmine disegnato sul volto per la celeberrima copertina di Aladdin Sane -, Amanda Lear – nel discusso servizio per la rivista Nova -, Jean Shrimpton, Joanna Lumley, Michael Caine, Sidney Poitier o ancora William Burroughs.

Una ‘Swinging London’ come mood di un’epoca, costruita scatto dopo scatto, tra i personaggi degli anni sessanta e settanta divenuti così vere e proprie icone, introducendo un innovativo stile documentaristico nella fotografia di moda.

All’apice della sua carriera, nel 1979, Brian Duffy ha lasciato la fotografia e lo ha fatto con un gesto tanto inconsulto quanto folle: ha radunato la maggior parte dei suoi lavori nel giardino dietro casa e ne ha fatto un falò. Solo dopo diversi anni di ricerca tra gli archivi e le pubblicazioni di tutto il mondo, il figlio Chris ha recuperato faticosamente 160 fotografie.

 

 

Nel 2004 la Bbc gli ha dedicato il documentario “The man who shot the Sixties” che potete godervi qui sotto: