Mi sa che ho deciso, ormai é 48 ore che il tarlo mi sta rodendo dentro: vendo la mia Leica M6.

Si tratta di una decisione storica, anche se il rapporto con questo stupendo esemplare é stato di amore e odio.

Amore per la sua compattezza, per la perfetta costruzione, per quel leggero scatto meccanico che é goduria pura, per la qualità delle sue ottiche. Ma anche odio per la sua operatività, per la messa a fuoco che per me é stata sempre un terno al lotto, per il cambio del rullino durante il quale tiro giù dal paradiso tutti i santi fino a San Silvestro. Amore per i ricordi che mi legano a lei, alcuni lieti altri tristi, come sempre nella vita, odio per il lavoro post scatto che devo fare e che non ripaga in termini di risultati.

Tenerla lì mi piange il cuore, é un peccato, non riesco a concepirla chiusa inutilizzata in una scatola, forse potrebbe produrre qualcosa di meglio in altre e più sapienti mani.

Eppure qualcosa mi frena: forse i ricordi, la paura di perderli se mi stacco da lei, forse il possedere un pezzo della storia fotografica e il timore di separarmi da lei, forse la voglia di ribellarsi alla comune logica consumistica che tutto divora  e dimentica.

Non lo so, non é facile e più riguardo le foto fatte sotto con lei e più i dubbi aumentano.

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