E’ da anni che sono abbonato alla rivista d’immagine Zoom, ma il rinnovo é fortemente in dubbio visto che il rito di sfogliarlo in poltrona, accompagnato da un ottimo rum invecchiato 18 anni e un CD di Jazz, non é più così piacevole proprio per quanto pubblicato sulle sue pagine.

Faccio una premessa forte (e quindi prendetela con tutte le cautele del caso): sono convinto che dal punto di vista artistico stiamo attraversando un periodo mediocre. La crisi economica, le tensioni sociali, il terrorismo, il consumismo, ecc… insomma un periodo non proprio solare che inevitabilmente influenza la creatività in generale. Prendete ad esempio la musica: avete notato la quantità di cover in circolazione? Oggi tutti si “cimentano” con i pezzi del passato, gente che fa un disco e poi deve rifare qualche pezzo del passato perché non sa più cosa cantare e soprattutto vendere.

Ma torniamo a Zoom. Sfoglio e trovo “fotografie” che di fotografia non hanno proprio nulla, gente che forse non sa nemmeno che cosa sia una coppia tempo/diaframma (vabbé forse esagero, ma forse no). Qualche esempio? Guardate qui alcuni fotografi dell’ultimo numero:

Ogni numero di Zoom é pieno di questi artisti. Non ho nulla in contrario alla fotografia di studio, a quella progettata a tavolino, anzi li ammiro perché sono artisti che hanno la capacità di prefigurasi l’opera e per questo adoro LaChapelle e sono affascinato dalle capacità e potenzialità di dominare la luce su un set fotografico, ma qui siamo oltre, qui di fotografia, se c’é, c’é ben poco perché l’opera finale é frutto di post elaborazioni che stravolgono l’immagine primordiale. Ma a questo punto ha senso parlare di “fotografia” nel classico modo di intenderla? Non é più corretto parlare di Arte Elettronica o DigiArte? E la fotografia “tradizionale”, dove la post produzione ha un’importanza marginale e non preponderante, che fine sta facendo?

Ho la sensazione che abbia già dato il massimo come espressione artistica perché le nuove tendenze sono queste, perché di nuovi grandi artisti fotografici emergenti non ne vedo. Forse, anzi sicuramente, non ho la cultura per comprendere, forse qualcosa o più di qualcosa mi sfugge, ma tutta questa “roba” non mi piace e allora torno alla mia libreria fotografica dove Avedon, Tress e Salgado la fanno da padroni, non senza una vena di tristezza e sentendomi poco adeguato a questi tempi.